Elisabetta Lo Cicero

Elisabetta Pa

Sono Elisabetta, ho 39 anni e vivo in Provincia di Palermo nella mia splendida Sicilia. Anche io ,come tante di voi, ho avuto una diagnosi tardiva di endometriosi, ben 11 anni. Sin dal menarca, avuto a 15 anni, i miei cicli mestruali sono stati irregolari, abbondantissimi e dolorosissimi. 

Ricordo i parecchi viaggi in ambulanza da scuola in ospedale, le chiamate fatte a mamma per raggiungermi, per poi ricevere delle diagnosi errate e anche offensive , quali ” appendicite acuta, cistite emorragica, ecc” , ma la più brutta è stata l’ultima: “lagnusia ri scuola”, traduco ” mal di scuola”, secondo questo medico io inventavo le mie metrorragie e i miei dolori lancinanti per saltare la scuola, eppure io ero molto brava senza impegnarmi molto! Causa un trascorso familiare burrascoso, nessuna serenità in casa e sempre tanta angoscia e sofferenza, decido di mettermi al servizio della salute altrui, così mentre lavoro in una copisteria per mettere qualche soldino da parte per iscrivermi all’università, studio per i test di accesso in medicina e chirurgia per scienze infermieristiche , mi posiziono 15 su 4 mila partecipanti!!

Dopo 3 anni di studi e tirocinio, divengo Infermiera! Il mio primo lavoro è stato presso una clinica di Cardiochirurgia, dove conosco mio marito, ai tempi era solo il mio Coordinatore Infermieristico, parentesi lavorativa che dura poco più di 3 mesi poiché decido di andare lavorare presso l ‘ospedale G. Giglio San Raffaele di Cefalù, il caso volle che fui assegnata al reparto di ginecologia e ostetricia. 

I mesi passavano , nel frattempo nasce l’amore con Salvo ( ex coordinatore) , e si decide di andare a convivere e di provare ad avere un bimbo.. passano i mesi ed io sto sempre peggio perché ho interrotto il progestinico, sino ad allora preso secondo prescrizione del ginecologo per “curare i miei dolori”. 

Durante uno dei turni di servizio, mi accascio in reparto causa gli attoci dolori, una ginecologa molto giovane decide di sottopormi subito a visita e dopo AVERMI ASCOLTATA, decise che era giunto il tempo di capire e quindi mi sottopone ad una laparoscopia esplorativa. 

Finalmente dopo 11 anni di dolori e umiliazioni, nel 2007, all’età di 25 anni, giungo ad una diagnosi paurosa: endometriosi del setto retto vaginale!! Ed ecco spiegato perché io non riuscissi neanche a stare seduta!! La ginecologa decide di indirizzarmi da un collega specializzato in PMA, inizia così un percorso molto lungo che mi vede impegnata in 5 fecondazioni assistite non solo non andate a buon fine ma che hanno creato ulteriori problemi di salute, ingrasso di 25 kg, sviluppo forme tumorali alla tiroide e al timo che mi portano a dover subire 2 importanti interventi per la rimozione degli stessi. 

Nel frattempo riesco ad essere assunta all’Ismett, il centro trapianti di organi di Palermo,compriamo casa, ci sposiamo e proviamo ancora a sperare in una gravidanza miracolosa…

Ovviamente l’ endometriosi continuava il suo percorso e così, tra la tiroidectomia effettuata a Pisa e la timectomia effettuata in Ismett dove lavoro attualmente, dovetti ricorrere ad uno specialista in endometriosi, il Professore Vito Chiantera, il quale nel 2018 mi sottopose a laparoscopia per eradicazione di endometriosi e salpingocromografia, poiché mi trovavo oltre la stadiazione profonda. Mi ha ripulita nella speranza di regalarmi la possibilità di riprovare ad avere una gravidanza , anche se mi aveva diagnosticata anche l’ adenomiosi..subito dopo il sogno di un’altra chance, si trasformò in incubo con la diagnosi di timoma che mi escludeva dai percorsi di PMA.

Cerco di farmene una ragione, anche se il mio cuore è affranto! Il Professore Chiantera, decide allora di provare a darmi un po’ di tregua con l ‘enantone, mandandomi temporaneamente in menopausa per poi rivalutarmi con l’arrivo del ciclo mestruale, ne devo avere 3, e programmare l’intervento definitivo nel 2022 che consisterà in isterectomia, salpingectomia , neurolisi del nervo sciatico ( mi capita di crollare per terra senza rendermene conto) , non so ancora se per via laparoscopica o laparotomica. 

Intanto visito periodicamente i PS degli ospedali per essere aiutata nella gestione dei sintomi, cammino con una borsa piena di farmaci, in attesa che arrivi il giorno dell’intervento, giorno in cui saluterò per sempre il sogno di diventare Mamma! 

In questo mio calvario, ho trascinato mio marito che, con immenso amore e coraggio, divide con me i miei dolori e le mie preoccupazioni. Sicuramente molte donne , stanno condividendo un percorso analogo, ciò mi turba perché mi mette tristezza e allo stesso tempo mi porta conforto nel sapere che non sono l’unica, che NON SONO SOLA! 

Non sarà facile riprendermi dal prossimo intervento, ma devo provare a migliorare la qualità della mia vita , dopo tutto anche da sola con mio marito siamo già una famiglia. Abbiamo 4 bimbi pelosi, erano 5 ( Pablito, il mio chihuahua è salito sul ponte dell’arcobaleno) , mi restano Luna ( Sorellina di Pablito) , e i miei fantastici gatti Gerry , Peggie e Silvestrina.. il mio cuore batte per Salvo e anche per loro che non lasciano mollare mai!! 

Nonostante le dure prove alle quali la vita mi ha sottoposta , continuo a credere che la Vita va vissuta!! È pesante, stancante, sfiancante ecco perché ” Io non mi arrendo, ogni tanto mi siedo, ma non mi arrendo!” 

Elisabetta


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