L'endometriosi

Cosa è l’endometriosi

L’Endometriosi è una patologia cronica caratterizzata dall’anomala presenza di tessuto endometriale ( mucosa di rivestimento della cavità uterina), all’esterno dell’utero.

Tale condizione può interessare la donna già dalla prima mestruazione, ed accompagnarla fino al termine dell’età riproduttiva. Tuttavia si evidenziano casi anche durante la menopausa in donne con trattamento farmacologico ormonale sostitutivo.

Studi istologici hanno evidenziato come il tessuto endometriale extrauterino mantenga, tuttavia, le stesse caratteristiche dell’endometrio fisiologico, caratterizzato da recettori ormonali specifici, che intervengono nelle varie fasi del ciclo mestruale.

Ciò provoca, quindi, sanguinamento dei focolai endometriosici durante la mestruazione, con progressiva formazione di cisti ematiche (endometriomi) che presentano elevate capacità di adesione alle strutture extrauterine.

L’eziologia dell’endometriosi non è ancora del tutto nota.
Tra le ipotesi accreditate vi è la diffusione di frammenti endometriali nelle regioni tubariche e addominali, in fase fetale.

Adenomiosi

Invece con il termine adenomiosi si evidenzia un endometriosi all’interno dell’utero più specificamente alla presenza di endometrio nella parete muscolare dell’utero (miometrio), ciò provoca una reazione infiammatoria cronica caratterizzata da ispessimento della parete uterina che può essere localizzato e nodulare (adenomioma) oppure interessare ampie aree della parete uterina, spesso a livello posteriore, dando luogo all’adenomiosi diffusa.

Oggi si ritiene che forme lievi di adenomiosi colpiscano circa un quinto delle donne ultraquarantenni. Solo recentemente sono stati standardizzati alcuni criteri per la diagnosi non-chirurgica di adenomiosi in base all’esame uterino effettuato mediante ecografia trans-vaginale e risonanza magnetica della pelvi (RMN), metodiche con affidabilità equivalente.

Adenomiosi e fertilità

La relazione tra adenomiosi e subfertilità è dibattuta ma le più recenti evidenze supportano un’associazione causale. L’adenomiosi sembra ridurre le probabilità di concepimento e aumentare quelle di aborto e recenti evidenze si stanno inoltre accumulando sull’associazione tra adenomiosi ed endometriosi.

Le donne devono sapere che l’adenomiosi può essere causa di dismenorrea (mestruazione dolorosa) e di aumento della quantità del flusso mestruale e che, in assenza di evidenti cause organiche di tali sintomi, potrebbe essere presente una forma moderata di adenomiosi che solo ecografisti esperti possono affidabilmente diagnosticare.

Diagnosi

Per ottenere una diagnosi corretta e certa è necessario affidarsi ad un ginecologo  e/o  ad un centro di riferimento specializzato, per evitare ritardi diagnostici molto frequenti ed una corretta presa in carico di questa patologia cronica.

Gli esami diagnostici possono essere vari ed individualizzati, secondo la sintomatologia riferita dalla paziente.
I più utilizzati  sono:

  • videat ginecologico ed esplorazione rettale;
  • ecografia pelvica di supporto;
  • risonanza magnetica con o senza mezzo di contrasto;
  • esami ematici specifici.
 
vito chiantera parla dell'endometriosi come patologia cronica

Gli stadi dell’endometriosi

Esistono in letteratura diverse stadi quando si identifica la patologia di endometriosi.
Quella attualmente impiegata dal SSN è la classificazione dell’American Fertility Society (AFS) che distingue 4 stadi di malattia:

  • I minima
  • II lieve
  • III moderata
  • IV severa.

Il I ed il II stadio sono considerate una endometriosi non severa e includono le lesioni sottili e le tipiche che sono lesioni di piccole dimensioni.
III e IV stadio sono considerate endometriosi severe ed includono le cisti ovariche endometriosiche associate con aderenze e localizzazioni profonde. (fonte: Centro Nazionale Endometriosi)

Al 2019, il metodo più utilizzato per la stadiazione dell’endometriosi è la classificazione proposta dall’American Society of Reproductive Medicine, nella versione rivista nel 1997. Tale metodo è costituito da un complesso sistema di punteggi che valuta le lesioni e le aderenze negli organi pelvici.
Si tratta di una classificazione chirurgica: le classi I e II riguardano lesioni superficiali; le classi III e IV sono considerate gravi, includendo endometriosi cistica e con aderenze.
È importante notare che la stadiazione valuta solo la malattia fisica, non il livello dei sintomi come il dolore o infertilità. Una persona con endometriosi allo stadio I può, dunque, presentare una malattia di tipo lieve ma un dolore severo, allo stesso tempo una condizione allo stadio IV può manifestarsi con una sintomatologia dolorosa lieve o totalmente assente.

I parametri considerati per l’attribuzione del punteggio, tutti apprezzabili in seguito a video laparoscopia, sono il numero delle lesioni, la loro dimensione, la sede, l’eventuale obliterazione del cavo del Douglas, estensione e caratterizzazione dell’aderenza. (fonte: Wikipedia)

I sintomi

Le donne colpite da endometriosi riferiscono diversi disturbi tra cui i più comuni comprendono:

  • dolore nella parte inferiore dell’addome o in corrispondenza della schiena (dolore pelvico), di solito peggiora durante le mestruazioni
  • dolore legato alle mestruazioni (dismenorrea), di intensità tale da poter essere molto invalidante
  • dolore durante o dopo i rapporti sessuali
  • dolore urinando o liberando l’intestino (evacuazione), specialmente durante il flusso mestruale
  • mestruazioni abbondanti o perdite di sangue tra un flusso e l’altro
  • difficoltà a rimanere incinta (infertilità)
  • sensazione di malessere
  • costipazione
  • diarrea

In alcuni casi i disturbi possono avere un impatto pesante sulla vita quotidiana delle donne.

Trattamenti

Tra i trattamenti proposti per l’endometriosi l’uso dell’estroprogestinico o del solo progestinico è capace di migliorare il quadro sintomatologico in quanto abolisce la stimolazione ormonale e la crescita degli impianti endometriosici.

È importante che tali preparati vengano assunti continuativamente per evitare lo sfaldamento dell’endometrio simil-mestruale che favorisce un ulteriore passaggio di endometrio attraverso le tube.

In buona sostanza, la pillola estroprogestinica nelle donne con endometriosi sintomatica dovrà essere assunta continuativamente, senza l’interruzione ciclica di pochi giorni.

Il trattamento più invalidante è sicuramente quello con farmaci che bloccano totalmente la stimolazione delle ovaie e quindi la produzione ormonale, creando un quando endocrino e clinico di menopausa iatrogena (con gli inevitabili effetti collaterali quali vampate di calore, secchezza vaginale, aumentato rischio di osteoporosi).
Questo tipo di terapia viene utilizzata successivamente all’intervento chirurgico.
Oggigiorno sono in corso diversi studi con composti che pur inibendo la stimolazione ovarica creano meno effetti collaterali.

Statistica

In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva; la patologia interessa circa il 30/50 % delle donne con infertilità, o con difficoltà a concepire.

Le donne con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni.

L’età media in cui la patologia si manifesta è, generalmente, tra i 25 e 35 anni, ma possono comparire primi sintomi già in età puberale.

Sistema sanitario nazionale ed endometriosi

L’endometriosi è entrata a tutti gli effetti nei LEI , livelli essenziali di assistenza previsti , dal DPCM 12 Gennaio 2017.

Con l’esenzione 063 il SSN è tenuto a fornire a tutte le donne affette da endometriosi di grado III e IV riconosciuti tramite esame istologico,  prestazioni specialistiche e strumentali gratuiti tra cui:

  • Visita di controllo ginecologica;
  • ecografia trans-vaginale, trans-addominale, ecografia addome completo; ecografia trans-rettale;
  • clisma opaco semplice.

fonte: Ministero della Salute