TESTIMONANZE

Milena

Ciao a tutti, mi chiamo Milena e ho 41 anni.

La mia storia inizia nel 1989, anno in cui ho avuto il primo mestruo: avevo poco più di 9 anni e primi periodi sono stati veramente dolorosi, tanto da costringermi a letto per i primi due giorni.
La cosa è andata avanti fino ai miei 13 anni, quando un medico mi trova delle cisti ovariche di dimensioni importanti e mi fa iniziare la pillola.
Da quel momento i dolori passano, ai controlli le cisti risultano ridotte, io posso continuare con la mia vita da adolescente.

Tutto bene fino al 2009 dove, a causa di una brutta depressione con conseguente assunzione di psicofarmaci, mi viene consigliato di interrompere la pillola.

Nel 2012 cominciano i primi disturbi: dolore durante le mestruazioni e l’ovulazione, dolore durante i rapporti e, durante il controllo annuale con la mia ginecologa, mi viene trovato un fibroma di 2 cm.

Mi viene detto che non è nulla di preoccupante… intanto gli anni passano e disturbi aumentano di intensità, fino ad arrivare ad ottobre 2017 quando, a causa di una forte emorragia al terzo giorno di mestruazioni, vengo portata in pronto soccorso.
Qui scoprono che il fibroma da 2 cm è diventato di 5.5 e se ne è formato un altro, ma mi dimettono senza fare nulla, con la sola indicazione di valutare il da farsi con la mia ginecologa di riferimento.
Faccio quanto mi dicono e lei mi suggerisce di seguire per 6 mesi una terapia ormonale e poi rivalutare.

La terapia ormonale, passati i 6 mesi, scopriamo non essere servita a nulla e a questo punto mi consiglia di rivolgermi ad un chirurgo.
Il chirurgo a cui mi rivolgo accenna per la prima volta alla parola ENDOMETRIOSI e mi cambia terapia, facendomi prendere pillola senza interruzione, spiegandomi che l’assenza di mestruazioni dovrebbe aiutarmi.

Arriviamo a questo punto ad agosto 2018…
Dopo 4 mesi di cura in cui i dolori non solo non accennano a diminuire ma anzi, aumentano e ne risente anche la mia salute psichica con sbalzi forti d’umore, crisi di pianto, irascibilità, decido di capire bene cosa fosse questo termine che avevo sentito, ENDOMETRIOSI, e mi rivolgo ad un medico specializzato.

Durante la visita mi viene diagnosticata endometriosi e adenomiosi e mi vengono assegnati una serie di esami diagnostici, tra cui la risonanza magnetica, per avere il quadro preciso della situazione mi viene fatta interrompere la pillola in quanto si evince che io sia un caso di donna resistente agli ormoni.
La risonanza finalmente da voce a tutti i miei disturbi!
Non sono matta, non sono esagerata, non è il semplice “mal di pancia da ciclo”. No, sono veramente malata.

Porto tutti i referti a quello che è diventato poi il mio medico e mi conferma tutto: ho endometriosi si, ma il danno più grave lo ha fatto l’adenomiosi.
Il mio utero è pieno zeppo di fibromi, circa una decina oltre ai due che già sapevo di avere, più tantissimi altri dentro tutte le pareti uterine e un polipo di circa 3cm; completa il quadro l’adenomiosi diffusa che ha già infiltrato i legamenti uterosacrali.

La situazione è troppo complessa e il mio utero troppo compromesso per poter tentare un intervento di semplice pulizia quindi, a 39 anni, senza aver avuto mai figli, vengo messa in lista per isterctomia ed eradicazione endometriosi.

Il 19 luglio 2019 alle 7.40 sono entrata in sala operatoria con tutti i miei organi… ne sono uscita senza utero, collo dell’utero, tube, senza il legamento uterosacrale di sinistra.
Hanno eradicato tutti i focolai di endometriosi che avevo, compresi quelli che si erano formati nelle aderenze dell’appendicectomia del 1993 e di una placca sul sigma, a cui han dovuto mettere dei punti di rinforzo.
Hanno dovuto scollare la vescica dall’utero perchè facevano corpo unico, un ovaio che era inglobato all’intestino, l’altro incollato all’utero.
Ecco, le ovaie le ho conservate, per evitare di mandarmi in menopausa così presto.

Sono passati quasi 2 anni e posso dire di essere rinata.
Sono consapevole di essere a rischio recidive ma so anche di essere seguita bene e che nulla è stato lasciato al caso.

Quando ho avuto la diagnosi di endometriosi e adenomiosi, dopo l’iniziale smarrimento e terrore, mi son trovata di fronte a due scelte: soccombere alla paura o affrontarla ed essere padrona della mia vita, con l’endo come compagna, non come padrona.
Ho scelto la seconda.
Ho scelto di vivere la mia vita al meglio delle mie possibilità, imparando a superare gli ostacoli o aggirarli se troppo alti, creandomi delle nuove opportunità quando credevo non ce ne fossero.
Non è stato facile farlo, non è stano facile dover accettare a 39 anni di dover sottopormi ad un intervento demolitivo, ma non mi sono mai pentita di aver scelto la via più ardua, quella di provare ad essere felice.

Grazie per avermi ascoltata,
Milena.

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